Il campanile della concattedrale di Sant'Antonio Abate a Castelsardo, sul mare
La concattedrale di Sant'Antonio Abate a Castelsardo — foto: Ottantafame · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

In quasi tutta la Sardegna il cuore della Settimana Santa è il venerdì. A Castelsardo no. Qui il giorno più importante è il lunedì, quello che segue la Domenica delle Palme, e si chiama Lunissanti. È un rito che dura dall'alba a notte fonda, e per chi alloggia nella bassa valle del Coghinas è a un quarto d'ora di macchina.

Quando cade, e perché la data cambia

Il Lunissanti si celebra ogni anno il lunedì santo, cioè il giorno successivo alla Domenica delle Palme. Essendo legato alla data mobile della Pasqua, cade tra la fine di marzo e la metà di aprile a seconda dell'anno: non esiste un giorno fisso di calendario. Chi vuole organizzarsi deve quindi partire dalla data di Pasqua e contare a ritroso.

La Confraternita di Santa Croce

I riti sono organizzati dalla Confraternita dell'Oratorio di Santa Croce, che li tramanda da secoli. I confratelli si dividono in due gruppi: gli Apostoli, che portano i simboli della Passione, e i Cantori, che eseguono i canti.

L'abito è il dettaglio che colpisce tutti al primo sguardo: tunica bianca stretta in vita da un cordone e cappuccio bianco a punta che copre il volto. L'anonimato non è folclore: serve a togliere nome e faccia a chi partecipa, perché a essere in scena sia il rito e non la persona. È una scelta antica, e va rispettata anche da chi guarda.

I dodici Misteri e i tre cori

La processione porta i Misteri: dodici simboli della Passione, della Crocifissione e della Deposizione di Cristo, sorretti dai confratelli lungo tutto il percorso.

Dietro di loro camminano tre cori di quattro voci ciascuno, che si alternano lungo la strada:

  • il coro del Miserere, che porta un cranio umano, chiamato in dialetto lu cabbu di lu moltu;
  • il coro dello Stabat Mater, con un busto dell'Ecce Homo;
  • il coro di Jesu, con il Crocifisso.

Cantano a cuncordu, la polifonia sarda a quattro voci maschili. Sono composizioni di tradizione orale, tramandate di generazione in generazione e ritenute anteriori alla dominazione catalana. Non c'è spartito e non c'è direttore: le voci si cercano e si incastrano, e il risultato ha una durezza che non somiglia a nessun'altra musica sacra italiana.

Il cammino verso Tergu

La giornata comincia prima dell'alba, nella chiesa di Santa Maria, dove si celebra la messa davanti all'altare del Cristo Nero. Poi la processione esce dal borgo e si mette in cammino a piedi verso la basilica di Nostra Signora di Tergu, l'abbazia romanica che sorge nell'entroterra a circa otto chilometri di distanza.

A Tergu i Misteri vengono deposti davanti all'altare e offerti alla Madonna durante la messa solenne. Segue il pranzo all'aperto, momento comunitario che fa parte del rito quanto i canti. Nel pomeriggio la processione rientra a Castelsardo.

Vale la pena ricordare che la basilica di Tergu è uno dei monumenti romanici più belli del nord Sardegna, e merita una visita anche in un giorno qualunque dell'anno.

La Notti Santa

La sera arriva il momento più intenso, quello che a Castelsardo chiamano Notti Santa. Le luci del centro storico vengono spente. Le piazzette e i vicoli del borgo medievale restano illuminati solo dalle torce portate dagli Apostoli e dai cantori, mentre i cori a cuncordu riprendono a cantare fra le mura.

Chi ci è stato lo descrive sempre allo stesso modo: la sensazione di essere finiti indietro di qualche secolo. Non ci sono amplificazioni, non c'è palco, non c'è illuminazione scenica. C'è il fuoco delle torce, la pietra e le voci.

Come si assiste con rispetto

Il Lunissanti è una manifestazione religiosa viva, non una rievocazione per turisti. Alcune accortezze fanno la differenza:

  • Silenzio durante i canti. I cori a cuncordu si reggono sull'ascolto reciproco: parlare vicino ai cantori li disturba davvero.
  • Niente flash e niente riprese ravvicinate ai confratelli, soprattutto durante la Notti Santa, dove il buio è parte del rito.
  • Non seguire la processione dall'interno: si sta ai lati, si lascia passare, non ci si infila fra i portatori.
  • Abbigliamento sobrio, come per qualsiasi funzione religiosa, e attenzione a non ostruire gli ingressi delle chiese.
  • Scarpe comode: il centro storico di Castelsardo è tutto scalinate e ciottoli, in salita.

Un'ultima cosa: arrivate presto. Il paese si riempie, i parcheggi in alto si esauriscono in fretta e conviene lasciare l'auto in basso e salire a piedi.

Dove trovare il programma

Gli orari precisi delle celebrazioni cambiano di anno in anno e vengono diffusi nelle settimane che precedono la Pasqua. Le fonti da consultare sono il Comune di Castelsardo, la parrocchia e la Pro Loco, che ogni anno pubblicano il programma completo della Settimana Santa. Meglio verificare lì che affidarsi a locandine di seconda mano.

Un appartamento per viverli con calma

Feste e riti si seguono meglio senza l'assillo del rientro. Blue Thermae Retreat è a Santa Maria Coghinas, fra le Terme di Casteldoria e il Golfo dell'Asinara, e ospita fino a quattro persone.