Ci sono coste che si guardano e coste che si camminano. Quella fra Valledoria e Badesi appartiene alla seconda categoria: un litorale sabbioso quasi ininterrotto, lungo una dozzina di chilometri, che parte dalle scogliere di Isola Rossa e finisce alla foce del Coghinas. Sabbia chiara, dune coperte di ginepri, fondali bassi e un vento che soffia quasi sempre. Dalla valle del Coghinas ci si arriva in pochi minuti d'auto: è il mare di casa.
San Pietro a Mare, la spiaggia lunga di Valledoria
La spiaggia principale di Valledoria è San Pietro a Mare: una fascia larga di sabbia dorata e morbida che si stende da La Ciaccia, a ovest, fino alla foce del Coghinas, a est, passando accanto alla chiesetta e al borgo che le danno il nome, a un paio di chilometri dal centro abitato.
È una spiaggia da famiglie: i fondali digradano dolcemente e l'acqua ha tonalità che vanno dallo smeraldo al blu. Alle spalle ci sono dune coperte di vegetazione mediterranea e una pineta che, oltre a fare ombra nelle ore più calde, è attrezzata con percorsi per correre e pedalare. Nelle giornate di mare calmo i tratti più rocciosi verso Castelsardo si prestano anche allo snorkeling.
La foce del Coghinas: dove il fiume diventa laguna
Il punto più interessante di tutta questa costa non è una spiaggia, ma un confine. Prima di entrare in mare il Coghinas rallenta e si allarga in una laguna di oltre cinquanta ettari, separata dal mare da una barra di sabbia. È un ambiente umido vivissimo: aironi, germani reali, fischioni e altri uccelli acquatici, e lungo le rive folaghe, gallinelle d'acqua e porciglioni.
Si esplora meglio dall'acqua che da terra. Le escursioni in canoa o kayak lungo il tratto finale del fiume sono l'attività più bella di questa zona: si risale la corrente fra tamerici e canneti, in un silenzio che a poche centinaia di metri dalla spiaggia sembra impossibile. Chi preferisce restare a piedi può camminare lungo la barra di sabbia, con il fiume da un lato e il mare dall'altro: è una passeggiata che, al tramonto, non ha bisogno di commenti.
Baia delle Mimose e Li Junchi: le dune di Badesi
Proseguendo verso est dalla foce si entra nella Baia delle Mimose, tre chilometri di sabbia chiara con fondale basso e sabbioso, incorniciata da dune con vegetazione costiera. Senza soluzione di continuità la baia prosegue verso nord in Li Junchi, la spiaggia principale di Badesi: circa otto chilometri di litorale bordato da cordoni dunali punteggiati di macchia mediterranea e ginepri.
Più avanti ancora, verso Isola Rossa, si apre Li Mindi, altra distesa bianchissima con dune di sabbia fine. Nell'insieme è uno dei sistemi dunali più estesi del nord dell'isola e, proprio per questo, uno dei più fragili: le dune si aggirano, non si attraversano, e i sentieri battuti esistono per una ragione.
Il vento, e cosa farci
Se questa costa è nota agli sportivi europei è per un motivo preciso: qui il vento c'è quasi sempre. La foce del Coghinas è uno degli spot più noti della Sardegna per kitesurf e windsurf, e funziona con esposizioni molto diverse — maestrale, ponente, libeccio, tramontana, grecale — il che significa che difficilmente si resta a terra.
La particolarità è la doppia possibilità. La laguna, chiusa e con acqua bassa in molti punti, è un terreno ideale per chi impara: si sta in piedi, non ci sono onde, e si può provare in quasi tutte le condizioni. All'esterno, oltre la barra di sabbia, con ponente e maestrale si formano onde che possono diventare importanti e che sono terreno da esperti. Più in generale, fra mare e fiume qui si pratica di tutto: surf, canoa, sci nautico, semplici uscite in barca lungo la foce.
Quando andare
Il periodo ideale, come quasi ovunque in Sardegna, è giugno o settembre: acqua già buona, spiagge respirabili, luce lunga. Luglio e agosto restano i mesi più affollati, soprattutto nei tratti serviti; basta però camminare qualche centinaio di metri lungo Li Junchi per ritrovare spazio.
Da tenere presente che il vento in genere rinforza nel pomeriggio: se cercate mare piatto per nuotare, puntate sulla mattina; se cercate vento per la vela, il pomeriggio. Fuori stagione — ottobre, novembre, marzo — queste spiagge diventano un posto da camminata lunga, con il vantaggio non trascurabile che le sorgenti termali sul Coghinas, a pochi chilometri nell'entroterra, in quei mesi danno il meglio.
Piccole regole di buon senso
- Non calpestare le dune né raccogliere sabbia: portare via sabbia dalle spiagge sarde è vietato.
- Attenzione alle correnti alla foce, dove il fiume incontra il mare: è il punto in cui il fondale cambia bruscamente.
- Rispettare gli spazi degli sport velici: nei tratti dedicati al kite, la zona di lancio non è una spiaggia da bagnanti.
- Ombra scarsa fuori dalla pineta: cappello, acqua e un telo in più fanno la differenza.
- Nella laguna e nella pineta ci si muove senza rumore: sono aree di sosta e nidificazione per l'avifauna.
Dormite a due passi da questi luoghi
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